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Apr

2009

Dalla Caritas 60.000 euro per il terremoto
Notizie
In seguito al terremoto di lunedì 6 aprile 2009 la terra non cessa di tremare in Abruzzo. Il bilancio delle vittime finora è di 280 persone morte, 1.500 ferite e più di 28.000 che hanno perduto la casa. Caritas Italiana coordina i soccorsi del network internazionale delle Caritas a L’Aquila e nei dintorni. I collaboratori della Caritas altoatesina Fabio Molon e Judith Sinn si trovano in Abruzzo e raccontano di persone angosciate e sotto shock ma anche di solidarietà e di impegno dei/lle volontari/e, di saccheggi e crolli agli edifici più danneggiati. Finora sono arrivati più di 60.000 euro sui conti della Caritas dell’Alto Adige con cui verranno aiutate quelle persone che fino al momento della catastrofe hanno vissuto vicino e sotto la soglia di povertà. Il bilancio delle vittime del terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo lunedì scorso è sempre più drammatico. Tra le 280 persone morte si contano almeno 20 bambini mentre i più di 1500 feriti vengono curati negli ospedali nei dintorni de L’Aquila. Secono i dati ufficiali sono 10.000 le persone che hanno trovato ospitalità in 171 hotel sulla costa adriatica mentre altre 17.700 sono accampate nelle tende della Protezione Civile, in tende private e nelle auto. La collaboratrice della Caritas Judith Sinn racconta che sono soprattutto le persone anziane che non vogliono abbandonare le proprie case per timore di saccheggi. Ci sono persone che pernottano nelle tende e nelle automobili davanti alle proprie abitazioni. „Un anziano ieri mi ha detto che abbandona la sua postazione davanti a casa solo per andare a mangiare nella parrocchia. Preferisce dormire rannnicchiato in auto piuttosto che nella tendopoli perchè non riuscirebbe a sopravvivere se gli venisse rubato anche quel poco che gli è rimasto della propria casa. Al momento non ha nulla e non si fida a ritornare in casa, come molti altri“. Ieri a L’Aquila sette persone sono morte per aver voluto recuperare alcuni beni in casa loro. La scorsa notte, in via Roma a L’Aquila, un’altra scossa di terremoto ha danneggiato ulteriormente la cattedrale. Secondo il governo italiano 11.700 sono le persone impegnate nelle operazioni di soccorso. Judith Sinn spiega: „L’apporto dei/lle volontari/e è enorme e la solidarietà tra le persone è altrettanto grande. rincuora vedere come le persone si facciano coraggio a vicenda e si aiutino. A colazione stamane si avvertivano segnali della volontà di fare qualcosa, non appena termineranno le scosse sismiche“. Mentre attende che la terra si plachi, la maggior parte delle persone sosta davanti alle tende. „Aspettano e cercano qualcosa che le tenga impegnate“, afferma Sinn, „si osserva lo shock, l’impotenza, la tristezza. Le persone sono felici solo quando possono partecipare alla preparazione dei pasti perchè un giorno dura molto a lungo quando si vive nell’incertezza più completa“. Ieri centinaia di persone hanno partecipato a una messa nella parrocchia di San Franceso di Pettino, dove Caritas Italiana ha allestito il proprio centro di coordinamento. „Molte persone sono scoppiate in lacrime perchè non riuscivano a credere al loro destino, si sentivano disperate e senza futuro“, sottolinea Fabio Molon, responsabile dell’Ufficio Esteri della Caritas di Bolzano-Bressanone. Più di 15.000 sono gli edifici danneggiati dal terremoto. Al momento non è ancora possibile stimare l’entità complessiva dei danni alle cose che comunque raggiungeranno la cifra di diversi miliardi di euro, come ha affermato il premier Silvio Berlusconi nella giornata di ieri. La Caritas continua a prestare aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto. „Nei centri di distribuzione dei pasti allestiti dalle parrocchie e dalla Caritas arrivano sempre più persone“, chiarisce Fabio Molon da L’Aquila, „si tratta soprattutto di persone anziane cche cercano qualcuno con cui parlare, raccontano delle loro paure, c’è un grande bisogno di sostegno psicologico“. Judith Sinn conferma che i bisogni basilari delle persone al momento sono soddisfatti: „Le persone hanno da mangiare e dispongono di abiti e articoli per l’igiene personale ma un quadro più chiaro della situazione di bisogno potrà risultare solo nel momento in cui le scosse sismiche cesseranno e sarà possibile effettuare una stima esatta dei danni“. L’attività del 50% delle imprese dell’Abruzzo dopo il terremoto è paralizzata e con la ricostruzione ci sarà sicuramente necessità di misure di sostegno all’economia della regione. „La Caritas rimarrà sempre dalla parte delle persone più povere“, affermano i responsabili della rete della Caritas internazionali e di Caritas Italiana. Interi paesi attorno a L’Aquila lunedì sono andati completamente distrutti. „Ad Onna per esempio, una frazione di Paganica, non è rimasto in piedi praticamente nulla“, ricorda Fabio Molon, „le persone hanno di fronte a sè un futuro molto buio perchè, dato che non potranno rimanere per mesi o anni nelle tende, avranno bisogno di case prefabbricate o di container in cui continuare a vivere“. „Moltissime persone hanno perso tutto e per sopravvivere hanno bisogno di molto sostegno“, aggiunge Molon, „qui ci sarà bisogno della Caritas a lungo. La Caritas desidera aiutare nella ricostruzione delle abitazioni, offrire sostegno ai piccoli agricoltori e collaborare all’istituzione di strutture sociali. „Le persone hanno bisogno di sicurezza, devono sapere che c’è qualcuno che sta loro vicino, a cui possono rivolgersi per qualsiasi bisogno“, conclude Molon. La Caritas altoatesina finora ha raccolto 60.000 euro. I direttori della Caritas, Mauro Randi e Heiner Schweigkofler, ringraziano la popolazione della nostra provincia e invitano a proseguire con gli sforzi per sostenere le persone che stanno soffrendo per il terremoto. Contributi in natura al momento non possono venire accettati poichè tutto il necessario è reperibile con risparmio di tempo e costi direttamente nelle vicinanze de L’Aquila. „Nel caso si presentasse la necessità di aiuti in natura lo comunicheremo immediatamente ai media“, avvertono i direttori della Caritas di Bolzano-Bressanone. Chi volesse aiutare le persone colpite dal terremoto in Abruzzo può farlo utilizzando i conti della Caritas di Bolzano-Bressanone riportati di seguito, indicando la causale „Terremoto Italia“:
 

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